Introduzione
all'Olofonia
di Andrea Parlangeli - Focus

In questa sfera composta
da 277 altoparlanti
si percepiscono suoni dotati di "forma"
|
Sfreccia un motore, un
altro,
poi si accende una radio...
sembra proprio di essere sul posto...
così comincia The final cut,
l'album in cui i Pink Floyd
utilizzarono per primi uno strumento
di registrazione originale e innovativo,
nato incredibilmente in Italia,
nel cuore della pianura padana:
l'holophono. |
Un orecchio
artificiale
Di che si tratta? Di uno speciale i microfono (foto
qui sotto) brevettato nel
1983 da Umberto Maggi, produttore discografico di Rovigo,
inventore, ed ex musicista dei Nomadi. L'holophono simula il
funzionamento dell'orecchio, tenendo conto di come avviene la
decodifica dei suoni a livello cerebrale. Ed è per questo che
l'ascoltatore riesce poi a ricostruire un'immagine sonora
tridimensionale, proprio come fanno gli occhi quando si trovano
di fronte a un ologramma. L'unico limite è che l'ascolto deve
avvenire in cuffia.

Jon Anderson (al
centro), cantante degli Yes, insieme a un giornalista
della BBC (a destra). Anderson usò l’olophono (il cilindro sulla sinistra), a scopo
di sperimentazione.
|
Ogni suono al suo
posto
L'olofonia piaceva a Michael Jackson, a Peter Gabriel dei
Genesis, a Jon Anderson degli Yes, e anche al direttore d'orchestra
Herbert von Karajan e al compositore Luigi Nono. Del resto, che
l'olofonia sia più naturale e gradevole di monofonia e stereofonia
lo dimostra anche una ricerca effettuata alla facoltà di psicologia
dell'università di Bologna. "Il suono olofonico viene
percepito come più realistico, e sembra consentire un più efficace
trasferimento delle informazioni emotive che si vogliono indurre"
spiegano gli autori della ricerca, Tito Pavan e Roberto Caterina.
Quel che è certo è che i segnali mono creano un'immagine acustica
centrale, quelli stereo possono essere di volta in volta percepiti
come provenienti da destra o da sinistra, mentre i suoni olofonici
occupano posizioni ben precise nello spazio. La fase successiva
della ricerca di Pavan e Caterina sarà osservare l'attività
cerebrale durante l'ascolto.

Primizia olofonica
Copertina di "The final cut" l'album nel quale i Pink
Floyd hanno per primi utilizzato l'holophono creando
effetti sonori in 3 dimensioni.
|
Come in teatro
Ma se l'invenzione ha già vent'anni perché non è ancora in
commercio? Forse perché solo ora i tempi sono maturi e si comincia a
parlare di suono tridimensionale. I sistemi commerciali esistenti sono
infatti in grado di costruire, con tecniche diverse, realtà sonore
sempre più complesse. Per esempio, il Dolby Surround System crea,
nelle sale cinematografiche, un'atmosfera molto realistica.
E in casa? 1 lettori dvd
che dispongono della nuova tecnologia Dolby Headphone proiettano
l'ascoltatore in una stanza virtuale dotata di cinque altoparlanti. La
stessa funzione si ottiene anche con il lettore dvd del personal
computer, in coppia con programmi come PowerDVD v. 3.0 della Man ( www.maneurope.com
).
Un altro esempio è il
sistema Ambisonic ( www.ambisonic.net
), che ricrea l'acustica di un grande auditorium. per mezzo di un
sistema di altoparlanti. O ancora, l'Incredibile Sound della Philips,
che utilizza "sorgenti fantasma" per creare un suono
tridimensionale perfino in sistemi in cui i due altoparlanti sono
molto vicini l'uno all'altro, come avviene normalmente nei televisori.
Oggi è addirittura
possibile costruire immagini sonore artificiali che l'orecchio non
distingue da quelle reali. Anche se si tratta di un problema
complicatissimo, che coinvolge i complessi e non ancora ben compresi
meccanismi della per ione, Uno dei centri all'avanguardia in questo
settore è la Wright Patterson Air Force Base, a Dayton, nell'Ohio,
dove si trova una "sfera geodesica" del raggio di 5 m,
composta da 277 altoparlanti (foto
in alto) e situata in una camera anecoica
(cioè in totale assenza di echi dalle pareti, per evitare
interferenze sonore). Lo scopo degli esperimenti che vi si svolgono è
quello di far percepire un'immagine sonora virtuale, sincronizzando in maniera appropriata gli altoparlanti, a chi si trovi al centro
della sfera. Se la simulazione è ben riuscita, l'ascoltatore
focalizza un'immagine sonora nitida, localizzata e perfino dotata di
una precisa estensione spaziale. Cioè si può distinguere tra un
punto, un uovo o un pallone "sonoro". In caso contrario,
l'immagine si sfoca e si sposta alle spalle dell'ascoltatore o
all'interno della sua testa
Index Holo
| Il
fiore musicale | Esempi
& Demo
|